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La nostra storia

"Non ereditiamo la terra dai nostri antenati, la prendiamo in prestito dai nostri figli"

L'era nobiliare e l'origine del nome (XVII - XVIII Secolo)

 

Le radici di questa terra affondano nell’era d'oro del Ducato di Milano. I corpi di fabbrica principali dell'attuale struttura risalgono al 1600, inseriti nella storica cornice rurale della frazione di Preloreto. A quell'epoca, l'intero nucleo e i vasti appezzamenti agricoli circostanti facevano parte dei possedimenti fondiari del Conte Isimbardi, illustre esponente del patriziato milanese. È proprio da questo profondo legame con la nobiltà che è nata la denominazione della nostra struttura. Nel dialetto locale magentino e milanese, i contadini indicavano popolarmente questa tenuta come la cascina "dal cunta" (del conte). Questa espressione gergale e quotidiana, tramandata di generazione in generazione dalle famiglie che lavoravano i campi, si è progressivamente italianizzata nel corso dei secoli, cristallizzandosi definitivamente nell'attuale toponimo di Cascina Conta. A testimonianza di questo glorioso passato rurale, le sale del nostro agriturismo custodiscono intatti i monumentali camini storici e i soffitti a travi in legno originali del Seicento, che ancora oggi accolgono gli ospiti in un'atmosfera sospesa nel tempo.

 

L'oro della seta: i gelsi e la filanda (XVIII - XIX Secolo)

Tra il Settecento e l'Ottocento, l'economia della cascina si intrecciò strettamente con una delle più straordinarie epoche industriali della Lombardia: la sericoltura. Ancora oggi, camminando nei terreni dell'azienda, si possono ammirare alberi vecchissimi di more di gelso, veri e propri monumenti storici viventi. All'epoca, questi maestosi giganti verdi non avevano una funzione ornamentale, ma rappresentavano una risorsa economica cruciale per integrare il reddito agricolo tradizionale derivato dai cereali. Le loro foglie venivano meticolosamente raccolte dalle famiglie contadine per essere utilizzate come cibo per i bruchi di bachi da seta. La produzione dei bozzoli alimentava una filiera cortissima e d'eccellenza. A Magenta, infatti, era attiva una storica filanda per la trattura e la filatura della seta, situata nel cuore del comparto manifatturiero del borgo. Questo stabilimento assorbiva il prezioso raccolto delle cascine circostanti, trasformando il lavoro dei campi in pregiato filato destinato ai mercati europei.

 

 

Un rifugio di umanità: la famiglia Molho (1943)

Nel periodo più buio del Novecento, le vicende della nostra terra si sono intrecciate con una straordinaria pagina di solidarietà e coraggio civile. Nel dicembre del 1943, a seguito dei bandi di cattura nazi-fascisti contro i cittadini ebrei, la famiglia Molho — stimati industriali di Magenta — fu costretta a fuggire per scampare alla deportazione. Salomone Molho, insieme ai suoi cari, trovò il suo primissimo e provvidenziale nascondiglio proprio qui, nella quiete rurale della zona di Preloreto. Protetto dalla campagna e dall'omertà solidale dei contadini, il nucleo familiare rimase al sicuro per i primi, drammatici mesi della caccia all'uomo. Quando i rastrellamenti si fecero troppo vicini, la famiglia fu costretta a fuggire a notte fonda verso lo stabilimento di Magenta, dove gli operai edificarono per loro una stanza segreta, un'eroica impresa recentemente celebrata anche da Rai Kids e Rai Storia nel cortometraggio animato "Cecilia e la casa segreta" girato anche tra le nostre mura e nelle vie del nostro comune.

 

La rinascita con la famiglia Oldani: dalla pollicultura all'orto (1989 - Oggi)

La storia contemporanea della tenuta si identifica interamente con la famiglia Oldani, attiva nel commercio magentino da tre generazioni. Dopo l'esperienza dei nonni Carmela e Luigi nel settore ortofrutticolo e nel Forno Cooperativo Ambrosiano, nel 1989 Gian Paolo Oldani e la moglie Rosi decisero di  fondare l'Azienda Agricola proprio alla Conta. Nei primi anni di attività, l'azienda si distinse per una forte specializzazione nella pollicultura e nell'allevamento avicolo tradizionale, uniti alla produzione di foraggi per il bestiame. Con il passare degli anni e l'ingresso nel perimetro protetto del Parco del Ticino, il mondo agricolo aziendale ha vissuto una felice evoluzione. Sotto la spinta di una nuova sensibilità ecologica, la produzione si è focalizzata sull'orto e sull'orticoltura d'eccellenza, coltivando verdure e primizie di stagione a filiera zero.

Oggi, l'antico testimone è passato nelle mani dei tre figli Umberto, Simone e Serena, che gestiscono con passione l'agriturismo e il punto vendita "I Sapori della Conta". Attraverso l'agriristoro, i tre fratelli hanno saputo trasformare questa eredità millenaria in un'esperienza di ospitalità autentica. Ogni piatto portato in tavola celebra la cucina lombarda ed è il risultato diretto del lavoro quotidiano nei campi. Sotto l'ombra dei gelsi secolari e tra le mura che videro passare conti, filatrici e storie di grande umanità, la famiglia Oldani continua a scrivere una storia che si rinnova ogni giorno, dalla terra al piatto.

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